Comuni contro Cantone…

Nell’affanno delle casse vuote il Cantone nel 2016 ha varato decisioni che hanno imposto ai comuni aggravi finanziari non indifferenti. Vediamoli. Alle scuole elementari comunali il cantone ha soppresso il contributo di 10 000 fr per sezione. Ha aumentato la partecipazione dei comuni ai costi Spitex per gli anziani. Ha imposto ai comuni di stipendiare un direttore per le scuole elementari, direttore evidentemente munito di un segretariato.

La TUI (tassa sugli utili immobiliari) se l’è presa il cantone compensando solo parzialmente la perdita dei comuni con l’aumento delle stime immobiliari. Questo non ha fatto bene a quei comuni con importante movimentazione del mercato immobiliare come Ascona o altri. Ora il Consiglio di stato ha sul tavolo la proposta di Vitta di alleggerire con uno sgravio lineare del 5% il fardello delle imposte dei ticinesi. E fa bene poiché il Cantone scenderebbe inesorabilmente qualche scalino nella scala dei cantoni fiscalmente attrattivi. Le imprese pagano a Lucerna poco più del 12 % sugli utili, nel Ticino quasi il 21 %. Le persone fisiche nel Ticino sono gravate mediamente con il 41 % mentre lo zughese paga in media il 23 % ! E nel Ticino il 25 % delle persone fisiche non paga imposte .

Dai comuni , almeno da quelli che sono confrontati con aumenti rilevanti delle uscite per il sociale, sale però rumore di “stridor di denti”: almeno 10 comuni sono confrontati con un aumento rilevante della spesa per l’aiuto sociale. Chiasso, città di confine, ne è l’esempio più vistoso. Da una parte sono convinto della estrema utilità del controllo da vicino della spesa sociale. Essa deve rimanere nelle mani del comune e degli eventuali assistenti sociali adibiti a questo compito. Dall’altra è ora utile soffermarsi proprio su queste deleghe di compiti onerosi ai comuni che , se nel momento della grave crisi di bilancio del cantone di qualche anno fa, potevano essere giustificate dall’urgenza, ora invece a parere mio debbono essere compensate equamente dal Cantone.

Non basta mostrare simpatia per il sostegno alla decentralizzazione in un vasto cantone come il nostro. Bisogna anche agire di conseguenza e ridare ai comuni i mezzi per attuare progetti che essi hanno in cantiere e che aspettano un po’ di rosa nei bilanci per ripartire.

Propongo di associare alla riflessione sul buon uso degli sgravi anche la valutazione di necessarie compensazioni agli erari comunali per i compiti supplementari a loro assegnati alcuni anni or sono. Il favore e il sostegno alle autonomie comunali non deve essere soltanto una frasetta che svanisce dalle labbra appena pronunciata ma deve concretizzarsi in un’azione politica concreta a partire dal Gran Consiglio.

Filippo Martinoli
ottobre 2018