Moneta intera: iniziativa pericolosa

Lavoro in una banca addetto nell’asset management. Alla sera alla fine del lavoro chiudo il computer. Dagli schermi spariscono cifre colorate, diagrammi, liste di clienti e di titoli. Qualche volta mi è già venuto un dubbio. Fluidità e volatilità di tutti questi numeri che corrispondono ad averi di clienti, di società, di altre banche, della BNS: che cosa ci sta dietro? Monete, banconote di varie taglie ? Quei professori che ho incontrato con i loro saggi pareri a supporto della iniziativa moneta intera non avranno ragione a dire che dietro questi numeri sta il vuoto e in più un vuoto precario, fragile, attaccabile dal Soros di turno? La mia natura empirica mi ha però fatto immaginare che cosa succederebbe se passasse l’iniziativa. Ecco la ricostruzione che ne è uscita. Sipario aperto: sono un piccolo risparmiatore e ho il conto salario con 20 000 franchi. Voglio prelevarne una parte per un acconto all’acquisto di una automobile che mi piace: rossa, cabriolet. Vado allo sportello e l’impiegato mi dice che gli averi in banconote del mio conto la banca li ha impiegati per finanziare l’impresa che costruisce per un altro cliente la casa di abitazione. Ma come, dico, non dovevate tenerli lì per me, disponibili in ogni momento? Il direttore, chiamato dall’impiegato perplesso, arriva e mi dice che non è un problema. Tra qualche giorno la BNS elargirà il denaro contante sufficiente per assecondare il mio desiderio e farmi avere le banconote per la mia auto.

Qui cominciano i miei dubbi. Chi dirà alla BNS che ne ho il diritto? Non sarà poi lo stato che regolerà i miei diritti ? E quale sarà la velocità dell’erogazione ? Se capito con la mia domanda in un momento dove lo stato con la BNS sta chiudendo i rubinetti del credito per frenare una inflazione ? L’auto cabriolet rossa si allontana a tutto gas nel mio scenario immaginato. Chiudo il sipario della mia fantasia e concludo che è meglio lasciare tutto come adesso, con le debite garanzie della solvibilità delle banche che mi sembrano buone e sufficienti. Il denaro scritturale è nato per rendere fluidi e rapidi i commerci, gli acquisti, le vendite. A pensarci bene anche i mercanti fiorentini ai tempi del Magnifico andavano in Fiandra a comperare pezze e pizzi con lettere di credito. Se avessero avuto solo i fiorini della moneta unica i nostri briganti del Monteceneri non li avrebbero lasciati passare indenni.

Voterò no all’iniziativa.

Filippo Martinoli
maggio 2018